Wednesday, October 10, 2012

Reflusso di coscienza.

E' un po' che non scrivo. Anzi sono stata ad un passo dal chiudere Suburbs ma che ne so, magari qualcuno là fuori ci spera e io stica che gli do soddisfazione. 
La mia ispirazione arriva sempre nei momenti meno appropriati, come un rutto ai funerali. 
L'argomento che oggi vorrei trattare è a metà tra il flusso di coscienza e il reflusso gastrointestinale.
FATE UN PO' VOI. (Continuate a leggere a vostro rischio e pericolo)

METTIAMO I CUORICINI SULLE I:  tutti abbiamo una certa dose di tristezza da dover sopportare. Un carico prestabilito dalla notte dei tempi. Un ammontare di giorni passati dentro al letto a piangere. Ce l'abbiamo da sempre, da quando nasciamo. Quando veniamo al mondo abbiamo debiti e tanti momenti di tristezza da attraversare. Forse per questo la prima cosa che si fa quando si nasce è piangere. Cosa succede se questo monte-ore di nodo alla gola viene superato alla tenera età di 20 anni? Mi sento di dirvi una sola cosa: BELLA MERDA! Non c'è nessun rimedio della nonna che vi possa tirare su di morale. Nessuna jam session di vaffanculi che vi possa aiutare.
RESTATE IN POSIZIONE FETALE E ASPETTATE CHE IL MOMENTACCIO PASSI. Non è detto che passi, non passa quasi mai a dire la verità. Si impara a convivere con questo senso di insoddisfazione. Sappiate però che questo vi porta ad un livello superiore. Si impara a passare attraverso i momenti bui di SPHIGA considerandola ormai una vecchia amica con qualche difetto. Se riuscite a superare i momenti-merda senza pubblicare status raccapriccianti su facebook, senza litigare con nessuno, senza rendervi ridicoli davanti al mondo intero, beh allora ce l'avete fatta.
A mio avviso si raggiunge un livello superiore di dignità lontana anni luce dal prototipo che ci propone oggi il contesto in cui viviamo. Una dignità silenziosa, non urlata. Magari col viso rigato di lacrime ma siete delle persone migliori.  E questo mi porta direttamente al concetto su cui vorrei focalizzarmi: noi donne vogliamo la parità dei sessi come cercatori d'oro nel fiume Hudson ma in fondo siamo delle TRAPEZISTE DI SENTIMENTI.  Non ci possiamo lamentare delle altissime vette o dei profondissimi dirupi del nostro umore perché semplicemente è così. Tutto sta nell'imparare a conviverci serenamente. Per questo è difficile essere una PRINCIPESSA. Perché cadi, ti rialzi e cadi ancora ma lo sai solo tu. Dentro soffri, piangi, urli. Fuori sei il monolite di 2001:Odissea nello spazio. Non si tratta di mentire ma di affrontare  gli eventi con nobiltà interiore che non hanno tutti. Quello che una popolana risolverebbe con un VAFFANCULO, noi lo risolviamo ascoltando Ella Fitzgerald. Ho sempre detto che l'odio è creativo. E' necessario, prima ancora che utile. Ora aggiungo che tutti i travagli interiori, se affrontati da Milady, fortificano. L'odio e la disperazione sono la lava esplosa dal cervello e colata attraverso i canali della nostra fantasia. Ecco, io userei l'odio come fonte di energia alternativa. Magari l'iperventilazione di una crisi di panico genera energia per riscaldare un palazzo di 3 piani e manco lo sappiamo!
Ogni giorno si crepa un po'. E' bene ricordarvelo (yes, sono Savonarola, o meglio Serenarola) quindi se potete evitate di essere STRONZI, COGLIONI  e DEFICIENTI (uomini) e TROIE MALEDETTE (donne).
Se mi volete far morire male ditemelo prima che mi do una botta in testa e soffro meno. 

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